In merito alle recenti dichiarazioni rilasciate dall’amministrazione comunale sul recupero dell’ex opificio Giontella crediamo sia opportuno nei confronti dei cittadini un chiarimento circa il progetto complessivo che interessa l’intera zona.
In base a quale piano si prevede nell’area esterna il polo scolastico?
Ed inoltre, questo progetto sarà discusso con la cittadinanza o cadrà all’improvviso dall’alto?
Le precedenti amministrazioni di centro sinistra, che tante responsabilità hanno avuto in questa vicenda lunga e complicata, negli ultimi anni hanno almeno provato a confrontarsi con i comitati e i cittadini, a proporre soluzioni condivise, organizzando e/o intervenendo ad incontri pubblici che sono stati sempre molto partecipati.
Vorremmo ricordare all’amministrazione comunale che la volontà dei residenti è sempre stata quella di difendere il verde pubblico e un’area che si sperava potesse accogliere un parco attrezzato, la sede del Centro Sociale Mezzomiglio e uno spazio dignitoso per il rione San Rocco.
Il degrado che interessa la suddetta area, da più parti e in più occasioni già denunciato, non ha trovato il minimo interesse da parte dell’amministrazione, che si ostina a dichiarare pubblicamente che migliaia di cittadini hanno firmato per avere lì la scuola quando ciò non corrisponde assolutamente alla verità. I cittadini hanno firmato per la scuola dentro le strutture della Deltafina da recuperare, previsione bella ma di difficile realizzazione, come avevano affermato i partiti del centro sinistra in campagna elettorale.
Auspichiamo quindi che si riapra il confronto pubblico sul futuro dell’area ex-Deltafina e che i cittadini siano informati e ascoltati in merito ad ogni ipotesi di nuovo Piano.
Amelia Rossi
Segreteria Circolo “Rosanna Cipolla” Bastia Umbra
martedì 1 febbraio 2011
venerdì 3 dicembre 2010
No alla riapertura al traffico di Piazza Mazzini
Il circolo di Bastia del Partito della Rifondazione Comunista esprime la sua contrarietà alla decisione, annunciata dal Sindaco in Consiglio Comunale, di riaprire al traffico Piazza Mazzini.
Questa scelta risulta motivata esclusivamente dalla volontà di “aiutare” le attività commerciali della Piazza dopo alcune più o meno recenti chiusure.
In pratica l’ultimo e l’unico spazio cittadino interdetto al traffico, dove sorgono la Chiesa di San Michele Arcangelo e quella di Santa Croce, diventerà una strada con annesso parcheggio a pagamento. Il Sindaco ci ha rassicurati: “non mancheranno passaggi pedonali”. E ci mancherebbe altro! Ci viene da rispondere ad una giunta che subordina gli interessi della collettività a quelli degli esercizi commerciali, ammesso che siano quelle le vere ragioni che hanno costretto alcuni negozi a chiudere.
Anche ipotizzando che ciò sia vero, ad oggi non abbiamo nessun riscontro, ci chiediamo se vale veramente la pena fare quella che l’amministrazione ha definito “una prova” che intanto però comporterà una spesa, danneggierà la pavimentazione della piazza, toglierà ai cittadini l’unico spazio di “tregua” urbana, di incontro, di passeggio.
Certo la nostra Piazza ha perso quel ruolo antico di ritrovo della collettività ma la riapertura al traffico non restituirà tutto questo.
Noi crediamo che Bastia abbia bisogno di un progetto che miri alla riqualificazione del centro storico, che riporti le persone ad abitarvi e a frequentarlo, che agevoli con misure di incentivo e sgravio fiscale le attività commerciali e i servizi.
Abbiamo bisogno di luoghi di socializzazione che non siano solo centri commerciali e negozi.
Amelia Rossi
Circolo "Rosanna Cipolla" Partito della Rifondazione Comunista
2/12/2010
Questa scelta risulta motivata esclusivamente dalla volontà di “aiutare” le attività commerciali della Piazza dopo alcune più o meno recenti chiusure.
In pratica l’ultimo e l’unico spazio cittadino interdetto al traffico, dove sorgono la Chiesa di San Michele Arcangelo e quella di Santa Croce, diventerà una strada con annesso parcheggio a pagamento. Il Sindaco ci ha rassicurati: “non mancheranno passaggi pedonali”. E ci mancherebbe altro! Ci viene da rispondere ad una giunta che subordina gli interessi della collettività a quelli degli esercizi commerciali, ammesso che siano quelle le vere ragioni che hanno costretto alcuni negozi a chiudere.
Anche ipotizzando che ciò sia vero, ad oggi non abbiamo nessun riscontro, ci chiediamo se vale veramente la pena fare quella che l’amministrazione ha definito “una prova” che intanto però comporterà una spesa, danneggierà la pavimentazione della piazza, toglierà ai cittadini l’unico spazio di “tregua” urbana, di incontro, di passeggio.
Certo la nostra Piazza ha perso quel ruolo antico di ritrovo della collettività ma la riapertura al traffico non restituirà tutto questo.
Noi crediamo che Bastia abbia bisogno di un progetto che miri alla riqualificazione del centro storico, che riporti le persone ad abitarvi e a frequentarlo, che agevoli con misure di incentivo e sgravio fiscale le attività commerciali e i servizi.
Abbiamo bisogno di luoghi di socializzazione che non siano solo centri commerciali e negozi.
Amelia Rossi
Circolo "Rosanna Cipolla" Partito della Rifondazione Comunista
2/12/2010
venerdì 12 novembre 2010
Assemblea sulla Federazione della Sinistra
In vista del primo congresso della Federazione della Sinistra, che si svolgerà il 20 e 21 novembre prossimo a Roma, domenica 14 novembre alle ore 10,30 presso la sede della ProLoco di Santa Maria degli Angeli, si svolgerà un’Assemblea pubblica sulla Federazione organizzata dai circoli di Rifondazione Comunista di Assisi e Bastia.
Sarà presente anche il segretario provinciale Enrico Flamini.
Ci rivolgiamo a tutti gli iscritti di Rifondazione, del Partito dei Comunisti Italiani, di Socialismo 2000 e a tutte le forze politiche, le associazioni e le persone interessate alla costruzione di un soggetto politico unitario a sinistra che ha come fondamento l’alternativa economica e sociale al capitalismo.
Un soggetto che vuole porre fine ad un periodo di litigi, scissioni e micropartiti che hanno solo diviso il popolo della sinistra, disorganizzato le lotti sociali e cancellato la nostra rappresentanza parlamentare.
Sarà un’occasione di incontro e di dialogo per tutti sulle prospettive della Federazione, sulla fase politica nazionale e soprattutto sui programmi e le attività nazionali e locali che ci impegniamo a portare avanti.
Amelia Rossi, segreteria circolo Prc Bastia
Francesco Di Lascia, segreteria circolo Prc Assisi
Sarà presente anche il segretario provinciale Enrico Flamini.
Ci rivolgiamo a tutti gli iscritti di Rifondazione, del Partito dei Comunisti Italiani, di Socialismo 2000 e a tutte le forze politiche, le associazioni e le persone interessate alla costruzione di un soggetto politico unitario a sinistra che ha come fondamento l’alternativa economica e sociale al capitalismo.
Un soggetto che vuole porre fine ad un periodo di litigi, scissioni e micropartiti che hanno solo diviso il popolo della sinistra, disorganizzato le lotti sociali e cancellato la nostra rappresentanza parlamentare.
Sarà un’occasione di incontro e di dialogo per tutti sulle prospettive della Federazione, sulla fase politica nazionale e soprattutto sui programmi e le attività nazionali e locali che ci impegniamo a portare avanti.
Amelia Rossi, segreteria circolo Prc Bastia
Francesco Di Lascia, segreteria circolo Prc Assisi
lunedì 11 ottobre 2010
“Bene l’attivo dei circoli di Bastia ed Assisi. L’impegno per la manifestazione del 16 e per la Federazione della Sinistra”
Si è svolto sabato a Bastia un partecipato attivo dei circoli di Rifondazione comunista di Bastia ed Assisi per affrontare i temi dell’attuale fase politica e del rilancio dell’iniziativa del partito sul territorio. È stata valutata positivamente la proposta che abbiamo avanzato a livello nazionale di costruire un’alleanza democratica contro l’attuale governo. Un governo antipopolare e antidemocratico capace solo di negare la crisi scaricandola nel contempo sui lavoratori, sui pensionati, sugli artigiani, sui precari, sui disoccupati, sulle giovani generazioni, senza alzare un dito contro speculatori ed evasori fiscali; un governo che ha distrutto il contratto nazionale di lavoro, che ha tagliato le risorse agli enti locali sull’altare del federalismo “padano” , che ha smantellato scuola ed università pubbliche per favorire il sistema d’istruzione privato, che ha attaccato, e continua a farlo quotidianamente, la Costituzione, la magistratura e la libertà di stampa. Ecco perché riteniamo che, alla vigilia del congresso locale, sia fondamentale continuare a lavorare per la Federazione della Sinistra, un progetto politico aperto e credibile, con programmi chiari, che proponiamo di costruire insieme a tutte le forze politiche, sociali, culturali e morali della sinistra dei nostri territori.
Da subito abbiamo un appuntamento centrale: la manifestazione del 16 ottobre indetta dalla Fiom. Rifondazione comunista sta lavorando per favorire il massimo della partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori del nostro territorio, non risparmiato dalla crisi, ad una mobilitazione fondamentale per la difesa dell’intero mondo del lavoro, della democrazia, dei diritti, della Costituzione.
Amelia Rossi
Segreteria Provinciale Prc Perugia
11/10/2010
Da subito abbiamo un appuntamento centrale: la manifestazione del 16 ottobre indetta dalla Fiom. Rifondazione comunista sta lavorando per favorire il massimo della partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori del nostro territorio, non risparmiato dalla crisi, ad una mobilitazione fondamentale per la difesa dell’intero mondo del lavoro, della democrazia, dei diritti, della Costituzione.
Amelia Rossi
Segreteria Provinciale Prc Perugia
11/10/2010
giovedì 2 settembre 2010
PAIM Franchi: preoccupazione per la sorte delle Officine e per la sostenibilità del progetto di recupero. L'azienda dia maggiori garanzie
Il consiglio comunale del 30 agosto ha approvato l'adozione del PAIM dell'area Franchi. Malgrado il lodevole tentativo dell'assessore Livieri di marcare un cambiamento di certi comportamenti amministrativi, che noi abbiamo sempre criticato nel passato, i fatti ci dicono che cambiano le maggioranze ma tempi, modalità e modi di fare, nel caso di importanti decisioni urbanistiche, rimangono sempre quelli. Sarebbe infatti stata necessaria una variante generale al PRG ed invece dopo un mese dalla presentazione pubblica e senza nessun momento vero di confronto con la città il piano è stato adottato. Anche noi siamo convinti che il recupero dell’area sia necessario per una ricomposizione urbana della città ma non possiamo non segnalare degli elementi di criticità rispetto a quanto fatto finora. Innanzitutto la preoccupazione più grande riguarda la sorte della Franchi, presso la quale lavorano circa 60 persone. Visto che non esiste nessun impegno vincolante per la proprietà di effettuare la delocalizzazione ad Ospedalicchio e che il comune per agevolare questa operazione ha trasformato circa 22 ettari di territorio da industriale a residenziale, commerciale e direzionale, prevedendo costruzioni per 226 mila mc, con un plusvalore di svariati milioni di euro, chiediamo all’amministrazione che il progetto venga definitivamente approvato solo quando l’azienda avrà dato segnali concreti di voler effettivamente aprire il nuovo stabilimento. Ci risulta inoltre che la situazione interna non sia delle migliori con reparti chiusi, ferie forzate, niente premi produzione e soprattutto tanta paura tra gli operai che l’operazione non vada in porto. Crediamo sia giusto che l’azienda ora dia garanzie di voler continuare l’attività, perché non sarebbe tollerabile un’operazione speculativa sulle spalle dei lavoratori e della città, e su questo scontiamo una indifferenza politica sconcertante da parte dell'attuale maggioranza.
Il secondo elemento di criticità riguarda la destinazione di almeno un’area del comparto ad edificazioni scolastiche, che noi riteniamo essenziale per la programmazione di lungo termine del nostro comune, per il semplice motivo che la ristrutturazione delle aree dismesse a ridosso del centro (Franchi, Petrini ed ex-mattatoio) potrebbero portare a Bastia circa 2000 persone in più.
Per quanto riguarda il verde, ovvero il parco tematico, così disegnato ci pare l'ennesima colata di cemento mascherata e riteniamo invece che esso debba rispettare di più la sua naturale funzione e sia dotato di infrastrutture aderenti alla vocazione del parco stesso. In merito alla viabilità il progetto è sicuramente di buon livello ma sarà opportuno verificare nello specifico le piste ciclabili ed i percorsi pedonali che devono essere indipendenti, cosa impossibile da verificare allo stato della documentazione pubblica finora prodotta.
Infine, altro elemento di grande preoccupazione riguarda la fattibilità stessa del piano, che, ci dicono, comporta un investimento (per noi sottostimato) di 170 milioni di euro. I comparti attuativi sono troppi per dare alla pubblica amministrazione garanzie sulla continuità indispensabile all'attuazione del progetto di ristrutturazione, con tempi che rischiano di diventare biblici e protrarsi oltre i 15 anni. Pertanto ne chiediamo la riduzione almeno a sei. Non possiamo inoltre non denunciare un fatto gravissimo. Dal momento che il cuore di una ristrutturazione di queste proporzioni è rappresentato dalla convenzione pubblico privato, adottare e discutere del piano senza avere a disposizione la convenzione, come è avvenuto in consiglio comunale, è come dare carta bianca all'amministrazione e al privato sulla effettiva attuazione della stessa, svuotando la funzione essenziale di dibattito, proposta e verifica politica del consiglio comunale.
Bastia, 2/09/2010
Amelia Rossi
Angelo Arcangeli
Il secondo elemento di criticità riguarda la destinazione di almeno un’area del comparto ad edificazioni scolastiche, che noi riteniamo essenziale per la programmazione di lungo termine del nostro comune, per il semplice motivo che la ristrutturazione delle aree dismesse a ridosso del centro (Franchi, Petrini ed ex-mattatoio) potrebbero portare a Bastia circa 2000 persone in più.
Per quanto riguarda il verde, ovvero il parco tematico, così disegnato ci pare l'ennesima colata di cemento mascherata e riteniamo invece che esso debba rispettare di più la sua naturale funzione e sia dotato di infrastrutture aderenti alla vocazione del parco stesso. In merito alla viabilità il progetto è sicuramente di buon livello ma sarà opportuno verificare nello specifico le piste ciclabili ed i percorsi pedonali che devono essere indipendenti, cosa impossibile da verificare allo stato della documentazione pubblica finora prodotta.
Infine, altro elemento di grande preoccupazione riguarda la fattibilità stessa del piano, che, ci dicono, comporta un investimento (per noi sottostimato) di 170 milioni di euro. I comparti attuativi sono troppi per dare alla pubblica amministrazione garanzie sulla continuità indispensabile all'attuazione del progetto di ristrutturazione, con tempi che rischiano di diventare biblici e protrarsi oltre i 15 anni. Pertanto ne chiediamo la riduzione almeno a sei. Non possiamo inoltre non denunciare un fatto gravissimo. Dal momento che il cuore di una ristrutturazione di queste proporzioni è rappresentato dalla convenzione pubblico privato, adottare e discutere del piano senza avere a disposizione la convenzione, come è avvenuto in consiglio comunale, è come dare carta bianca all'amministrazione e al privato sulla effettiva attuazione della stessa, svuotando la funzione essenziale di dibattito, proposta e verifica politica del consiglio comunale.
Bastia, 2/09/2010
Amelia Rossi
Angelo Arcangeli
venerdì 30 luglio 2010
No all'ulteriore cementificazione dell'area verde di Via Irlanda. Tradita l'effettiva volontà dei cittadini
Durante l’incontro pubblico che si è svolto ieri sera nella Sala Consiliare del Comune di Bastia il Sindaco ha ribadito la volontà dell’amministrazione di realizzare un istituto comprensivo nel quadrilatero dell’area “ex-Deltafina” senza escludere la possibilità di collocare l’edificio nella zona verde di via Irlanda. L’area interessata sarebbe quindi quella compresa tra l’attuale verde pubblico attrezzato e le tre palazzine recentemente costruite. In merito a questo, come circolo di Rifondazione Comunista di Bastia esprimiamo la nostra più totale contrarietà a tale previsione che sembra non tenere in considerazione le reali volontà ed esigenze dei cittadini della zona e di quanti hanno sottoscritto l’appello per le scuole nell’area ex Deltafina. Una richiesta che in campagna elettorale è stata strumentalizzata e fatta propria dal centro destra e che oggi viene non correttamente reinterpretata dall’amministrazione. I cittadini quando chiedevano le scuole nella Deltafina pensavano sicuramente al recupero degli essicatoi, alla ristrutturazione di un edificio importante e significativo per la storia di Bastia, recupero che tutti noi auspicavamo data la bellezza e la posizione degli edifici stessi. Ad oggi gran parte di questi edifici sono stati distrutti, si minaccia la demolizione della casette disegnate da Renzo Piano e addirittura si prevede di realizzare la scuola al di fuori di questo spazio perché dentro risulta impossibile. Vorrei ricordare all’amministrazione che la volontà vera dei cittadini che hanno partecipato alla marcia di protesta del 2007 era quella di denunciare la troppa cementificazione della città e il poco rispetto del verde. La battaglia dei cittadini residenti è sempre stata quella di difendere il più possibile le aree ancora verdi della zona e chiedere una sistemazione delle stesse, oggi lasciate al degrado sia nella parte pubblica che in quella privata. Risulta inoltre incomprensibile la netta chiusura rispetto ad ogni ipotesi di posizionare la scuola media o un istituto comprensivo nell’area Franchi, oggetto di un progetto di recupero così vasto e complesso da rendere assolutamente doveroso e opportuno un confronto con la città più aperto, partecipato e trasparente.
Amelia Rossi
Segreteria PRC Bastia, circolo Rosanna Cipolla
30/07/2010
Amelia Rossi
Segreteria PRC Bastia, circolo Rosanna Cipolla
30/07/2010
giovedì 22 luglio 2010
Acqua pubblica: raccolte un milione e 400 mila firme. 15 mila in Umbria.
Consegnate in Cassazione un milione e 400mila firme. E' record!
Oggi, lunedì 19 luglio, il Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica consegna oltre un milione e quattrocentomila firme presso la Corte di Cassazione.
Un risultato che segna un passo importante nella storia della democrazia e della partecipazione in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme.
La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile.
Adesso chiediamo al Governo di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum. Chiediamo inoltre alle amministrazioni locali di non dare corso alle scadenze previste dal Decreto Ronchi. Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il Decreto, a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze.
Il prossimo appuntamento del popolo dell'acqua è il prossimo 18 e 19 di settembre, quando, probabilmente a Firenze, si terrà l'assemblea dei movimenti per l'acqua.
Roma, 19 luglio 2010
Oggi, lunedì 19 luglio, il Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica consegna oltre un milione e quattrocentomila firme presso la Corte di Cassazione.
Un risultato che segna un passo importante nella storia della democrazia e della partecipazione in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme.
La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile.
Adesso chiediamo al Governo di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum. Chiediamo inoltre alle amministrazioni locali di non dare corso alle scadenze previste dal Decreto Ronchi. Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il Decreto, a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze.
Il prossimo appuntamento del popolo dell'acqua è il prossimo 18 e 19 di settembre, quando, probabilmente a Firenze, si terrà l'assemblea dei movimenti per l'acqua.
Roma, 19 luglio 2010
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